MISSIONE DI LUGLIO 2011, MISSIONE COMPIUTA!
Dopo il nostro arrivo a Kosovska Mitrovica nella tarda notte del 4 luglio, passiamo la nostra prima giornata sul posto a rivedere amici, fare conoscenza con i membri di un club di sport locale e visitare la parte nord della città, dove vive la popolazione serba. La sera, riprendiamo forza con qualche specialità della cucina locale..
Mercoledì, all'alba prendiamo i camion in direzione di Gračanica, per raggiungere Bojane, il diacono che lavora tutto l'anno per Solidarité Kosovo. Ne approfittiamo per passare per la capitale del Kosovo, Pristina. Nonostante risorse e denaro provenienti dagli Stati Uniti, niente è cambiato... La città è sempre molto difficile da attraversare perché i lavori stradali non vengono eseguiti. Dopo avere calorosamente ritrovato Bojane, ci dirigiamo verso il monastero di Draganac, dove si trova Ilarion, un frate in carico del restauro del luogo. Ilarion è una vecchia conoscenza dell'associazione. La prima volta che l'avevamo incontrato era al monastero di Visoki Decani, là ci eravamo legato d'amicizia anche grazie al suo ottimo francese. Ci parla del monastero, dei lavori iniziati, delle difficoltà della vita quotidiana, ma sempre con un grande sorriso. Il padre che lo aiuta era già a Draganac nel 2004 durante i pogrom all'incontro dei serbi. La situazione particolare del monastero, isolato nella foresta, gli ha permesso di difenderlo da solo quando gli albanesi hanno provato a distruggerlo. In effetti, vedendo l'arrivo degli assalitori, l'ex-monaco fecce suonare i campanili così forte che gli albanesi pensarono che i difensori del monastero erano numerosissimi e sono allora fuggiti. Quando gli si parla del suo coraggio mentre era da solo, egli ci risponde che non era da solo ma con Dio!
Durante la nostra visita del monastero, prendiamo coscienza della totale mancanza di mobili e di materiale di base in ogni stanza. Ci lasciamo una diecina di materassi, che distribuirà alle famiglie bisognose una volta i lavori terminati. Ripartiamo in direzione dell'ufficio di Solidarité Kosovo per stoccarci altri materassi per le famiglie seguite dall'associazione. Dopo un’affaticante giornata, andiamo a riposare nei dormitori del monastero di Gračanica.
Giovedì, direzione Kosovska Kamenica dove ritroviamo Predrag Djordjevic che si occupa del club di jiu jitsu col quale siamo partner. Dopo un'accoglienza "alla serba" molto calorosa, lasciamo i tatami che abbiamo ricevuto da un donatore locale e procediamo a delle interviste per trasmissioni radiofoniche e televisive. La sera siamo ospiti, mangiamo insieme il maiale e gli altri piatti locali con uno sfondo di canti tradizionali serbi. I ragazzi del club non sono quelli che incontriamo quotidianamente nelle nostre strade. Questi ragazzi hanno fatto la scelta di restare sulla loro terra, nonostante la povertà, nonostante l'assenza di prospettive nel futuro. Hanno fatto la scelta di rimanere liberi, fieri e di amare a dispetto di tutto la loro terra e i loro antenati. Perché hanno fatto questa scelta coraggiosa - che dovremo fare anche noi un giorno – guardiamo verso l’avvenire con loro poiché i nostri destini saranno legati o non sussisteranno!
In questa parte di Europa in sangue, abbiamo legato delle amicizie ed è con il cuore stretto ma riempito di speranza di rivederci che lasciamo il Kosovo e ci incamminiamo verso Belgrado. Dopo 6 ore sulle strade sinuose della Serbia centrale arriviamo a destinazione. Parcheggiamo i camion e deponiamo le nostre cose, poi partiamo a piedi verso il centro città, con l'obiettivo di recarci alla statua d'Ivan Meštrović, realizzata in onore dell'amicizia secolare Franco-Serba tra le due guerre mondiali. Dopo i bombardamenti di Belgrado nel 1999, questa statua di donna era stata ricoperta di scritte e di topi. Ci siamo recati per ricordare che dai quattro angoli di Europa, c'e sempre un canto di fraternità che emergerà contro la storia che si vuole fare dimenticare!
Siamo tornati a Lione nella notte del 9 luglio, con il sentimento del dovere compiuto. In totale abbiamo portato 32 m3 di materiale alle famiglie serbe del Kosovo che seguiamo. Man a mano dei convogli, esse non sono più sconosciute per noi. Forti del vostro sostegno dalla Francia, esse non sono più totalmente sconosciute neanche per voi!
Teniamo a ringraziare ancora una volta tutti i donatori che fino all'ultimo minuto ci hanno sostenuto inviando materiale e doni. Senza di voi, sarebbe solo un sogno. Senza di voi non ci sarebbero così tanti sorrisi nelle strade di Kosovska Kamenica, di Banja e di tutte le altre enclavi del Kosovo dove un popolo cristiano soffre.
Ma il migliore rimanere a venire. E continueremo a contare su di voi per il futuro!
